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Lettera Aperta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio con oggetto SSRL

February 22, 2012 in Varie

Lettera Aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
e al Presidente del Consiglio Mario Monti.

Oggetto: Liberalizzazioni e Semplificazioni.
Richiesta di tempi certi riguardo l’attuazione dei vari decreti emanati.

Ho 31 anni, mi chiamo Claudia e mi sono presentata il 26 gennaio scorso, con la copia del“Decreto-Legge del 24 gennaio 2012†insieme all’atto costitutivo da me correttamente redatto all’Agenzia delle Entrate prima e succesivamente al Registo Imprese per aprire la SSRL con il capitale di 1,00 Euro. Vi voglio raccontare la mia esperienza a riguardo.

Prima pero’, una piccola premessa.

Non sono iscritta, ne ho simpatie per alcun partito politico. Non mi è mai piaciuto mettermi in mostra o criticare qualcuno, ma ora si è passato il segno. Ora basta. Mi piacerebbe rimanere ancora zitta e buona, ma non posso più permettermelo. Necessito di risposte, non di promesse o di spot pubblicitari “pro-UE†o “anti-spreadâ€.

Pur essendomi laureata a 24 anni a fine settembre 2011 ho perso il posto di lavoro.
Ho passato tre mesi a studiare nei minimi dettagli la vecchia e poi la sua nuova legge sui regimi minimi che prevede una tassazione al 5% fino al compimento dei 35 anni.

Ho lavorato dal 2004 con dei contratti a tempo determinato nei settori che non riguardavano i miei studi, aspettando un’opportunità, quindi non sono mai stata una “bambocciona†( 6 anni che mi mantengo da sola e che sono lontana dalla mia famiglia ), non sono “mammona†( la mia famiglia è in transilvania a qualche migliaio di km di distanza), ripeto che non sono “sfigata†( laureata a 24 anni) e non ho mai truffato lo stato italiano con delle malattie finte, non ho mai lavorato in nero e non ho mai usufruito del sussidio di disoccupazione che non ho mai richiesto e che quindi non ho percepito anche se magari ne avevo diritto.

Non mi sono mai venduta per un posto di lavoro o per i soldi, né mi sono mai prestata a fare dei lavori poco chiari ( forse per questo qualcuno perde il posto, a volte) , quindi non tutte le rumene sono “leggereâ€. Non ho scheletri nell’armadio e mi posso permettere di parlare a ruota libera.

Le semplificazioni che in realtà non esistono e che sono complicazioni.

Caro Professor Monti, immagino che Lei sia oberato di lavoro per potermi rispondere.
Nonostante cio’, la speranza è l’ultima a morire ed io ho il diritto-dovere di provarci.
Il diritto-dovere di sperare in una sua gentile risposta. La mia speranza ( che è quella di tanti giovani come me ) deriva anche dal fatto che tra uno spot pubblicitario e l’altro, tra una propaganda mediatica e l’altra, Lei trovi anche il tempo per risponderci.

Potrei in questo modo illustrarLe il pericolo che potrebbe creare il fatto di pubblicizzare tanto delle “semplificazioni†o della possibilità di avviare un’attività in maniera semplice e veloce a costo zero. Tutto ciò potrebbe creare e generare delle false aspettative.

Le “eventuali†modifiche in sede di conversione, ovvero i soliti mostruosi ritardi nell’adozione dei decreti ministeriali, non potranno che falsare e vanificare le aspettative di quanti, giovani donne, straniere e non, ma comunque intraprendenti, vorrebbero seriamente immettersi nel mercato sviluppando una propria, personale, idea imprenditoriale.

Certo, esistono i regimi minimi. Il problema è che la mia idea imprenditoriale prevede incassi per lo piu’ da aziende europee( tramite servizi professionali di traduzioni online ed eventualmente introiti pubblicitari derivanti sempre da aziende europee) e questo mi tagliava fuori da questa opportunità di aderire ai regimi minimi.

Ad inizio a dicembre percepisco che il suo governo ha intenzione di sviluppare l’economia, di semplificare, di aiutare i giovani imprenditori e molto altro. La mia attesa si protrae fino al 25 gennai 2012 quando finalmente posso avere in mano la copia della gazzetta ufficiale con la quale la tanto decantata e pubblicizzata a piu’ non posso SSRL sembra diventare finalmente una….â€realtà .

La famosa Societa “Semplificata†a Responsabilità Limitata

L’art. 3 del Decreto Legge n. 1 del 24/01/2012 (pubblicato sulla G.U. n. 19 del 24/01/2012 ed in vigore dalla stessa data), ha introdotto la possibilità di costituire un nuovo modello di società: la ‘Società semplificata a responsabilità limitata’ (nuovo art. 2463 bis c.c.).

Allo sportello dell’agenzia delle entrate, dove mi sono recata con copia della gazzetta ufficiale, mi viene detto che loro non si occupano più di queste pratiche, in quanto è stato messo a disposizione il servizio telematico “Comunicaâ€, proprio per rendere il servizio più veloce e più semplice.

“Che bello! Tutti i giri e le file si riducono a qualche click!?†dico io felice e entusiasta!!!
Questo, prima che l’operatore mi lanciasse la bomba: “Si dovrebbe rivolgere al CAF ( peccato che al CAF non se ne occupano !!!) oppure ad un commercialista perché solo loro hanno accesso al servizio telematico Comunica†!!!??? Tutto cio’ mi viene confermato dal direttore che molto gentilmente mi ha ricevuto.

Detto fatto sono andata al Registo Imprese con tanto di atto costitutivo redatto seconda la procedura sopra descritta. Mi è stato risposto gentilmente dai 2 responsabili della struttura, che non avevo letto bene la parte finale della legge in questione….  Con decreto ministeriale emanato dal Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, viene tipizzato lo statuto standard della societa’ e sono individuati i criteri di accertamento delle qualita’ soggettive dei soci.â€

Pertanto, fino all’emanazione del citato decreto interministeriale, il Registro delle Imprese non può accettare domande di iscrizione delle società semplificate a responsabilità limitata. Questa è la sola ed unica verità!!!! Tutti coloro che si sono limitati sulla rete a fare copia/incolla della legge hanno omesso quest’ultima parte.
Io sono andata di persona all’agenzia dell’entrate, non mi sono accontentata di parlare con gli impiegati. Ho preteso di parlare con il Direttore. Stessa cosa al registro delle Imprese.

Pertanto ho alcune domande:

1) Quando ragionevolmente pensate che si possa aprire una ssrl?
2) E’ obbligatorio servirsi di un commercialista che per una ssrl vuole almeno 3000 euro + iva all’anno o posso fare io da sola?
3) Se il commercialista sbaglia poi pago io giusto? Dove la vedete la liberalizzazione in tutto questo? Mi obbligate a servirmi di un commercialista ma sono poi ugualmente responsabile civilmente e penalmente nonché economicante di eventuali errori altrui?
4) Perchè i vari caf  o vostri organi/istituti/uffici non aiutano o non svolgono questo servizio di contabilità? Avete mai pensato ad uno stato amico delle piccole imprese e non ad uno “stato affossa piccole imprese”?
5) Perchè non rendete il codice ateco piu’ accessibile/completo per coloro che devono svolgere attività online?

Questi sono gli obblighi della “semplificazione†della nuova ssrl ovvero i servizi necessari per la costituzione e la gestione della contabilità della società:

− Atto di costituzione della SSRL (che a quanto sembra, in seguito alle risposte ricevute da direttori degli organi competenti, deve essere presentata da un commercialista, pertanto sono in attesa di una risposta certa e definitiva da parte vostra)
− Registrazione delle fatture di acquisto, di vendita e i dati di prima nota
− Predisposizione ed invio trimestrale al Cliente delle informazioni necessarie per la liquidazione dell’IVA
− Tenuta e compilazione dei libri sociali (verbali assemblee, cda, soci, ecc.)
− Gestione ratei e risconti
− Redazione scritture di ammortamenti e compilazione registro cespiti
− Predisposizione di un bilancio di verifica con la frequenza desiderata
− Scritture di integrazione e rettifica in sede di chiusura dell’esercizio
− Redazione bilancio in contabilità ordinaria
− Predisposizione ed invio del giornale contabile e dei registri IVA entro i termini di legge
− Calcolo delle imposte e degli acconti
− Compilazione Mod. Unico Società di Capitali
− Modello applicazione “Studi di Settoreâ€
− Predisposizione deleghe di pagamento
− Predisposizione ed invio telematico del modulo 770
− Consulenza ordinaria

A parte il notaio, ( sempre che non rientri in gioco ) non mi sembra che abbiate “semplificato†molto.

Nonostante le critiche che la “futura ssrl” ha già ricevuto, tra le quali la mancanza di credibilità verso banche e fornitori, la quantità di fondi per avviare un’impresa ed ottenere la fiducia dei fornitori e delle banche è diversa da società a società,in quanto non tutte le società hanno le stesse necessità e non a tutte le imprese servono capitali iniziali importanti. Nel mio caso, una start-up di Internet con dei costi fissi ridotti all’osso, sono basate in gran parte sul lavoro diretto dei fondatori e di volontari e non devono guadagnarsi la fiducia dei fornitori e dei creditori, dato che non dovrei averne, vista la natura del business. Una ssrl con capitale sociale di un euro, in questo caso, andrebbe piu’ che bene. Il problema, nel mio caso è l’iter burocratico da seguire………e non solo!!!

Basterebbe prendere ad esempio il sistema fiscale tedesco o quello inglese per l’apertura di nuove imprese. Ma a chi conviene?

Fondare un’impresa in Italia è ….veramente un’impresa: la Banca Mondiale pone l’Italia alla settantasettesesima posizione nel mondo per facilità di avviamento di una attività economica.

Alla complessità burocratica si aggiungono i costi ( di start-up e quelli fissi) di una società
Pur volendo togliere le spese notarili, per una ssrl permangono costi fissi di circa 3000-3500 euro l’anno per una commercialista che si è obbligati ad avere.

Se a queste migliaia e passa di euro aggiungiamo l’inps obbligatorio ed una serie di tasse dirette ed  indirette, oltre a spesse fisse minime necessarie per poter espletare l’attività….ecco che il quadro generale inizia a diventare cupo. Paura? Terrore? Ansia? Forse per questo nessun giovane si azzarda ad aprire una partita iva?

Ho preso lo stipendio di settembre ( l’ultimo mese che ho lavorato) il 25 gennaio ed i soldi non mi bastereranno fino all’entrata in vigore della nuova legge ( CHE A TUTT’OGGI NON SI SA QUANDO AVVERRA’).  Ho comprato il dominio e voglio lavorare e sapete perché? Mi sono laureata in lingue a 24 anni, quindi non entro nella categoria degli “sfigatiâ€, chiedo scusa per il francesismo, non da me inventato.

Volevo lavorare e far lavorare gli altri. Volevo aprire una SSRL per mettere in pratica un mio progetto pagando allo stato le tasse e facendo lavorare delle persone disoccupate come me che potevano diventare miei soci.

L’idea era quella di creare un portale di annunci tradotti professionalmente in 7 lingue ovvero italiano,francese,tedesco,rumeno,inglese,spagnolo, cinese. I 3 ragazzi che si dovevano occupare delle ultime 3 lingue hanno rinunciato per via delle lungaggini burocratiche italiane. Tra l’altro erano terrorizzati dalle conseguenze dell’apertura di una partita iva. Non li biasimo per la loro scelta. Li comprendo, ma non li giustifico.

Farò comunque quello che si può fare senza soldi, attraverso il volontariato. Metterò online un blog/sito di annunci multilingue detto Mercor in 4 lingue italiano,francese,tedesco e rumeno: 1) metto a disposizione alle aziende ( esempio: richiesta di prodotti/servizi da parte di azienda italiana in francese o viceversa ) e ai privati ( tipo richiesta di lavoro tradotta dall’italiano al tedesco per chi vuole migrare in germania) i miei servizi di traduzione gratis, 2) metto a disposizione gratuitamente un innovativo servizio per le imprese riguardante le triangolazioni nel settore delle spedizioni che portera’ ad un abbassamento tariffario anche del 150% e che porterà un minore inquinamento ambientale ( progetto molto interessante che potrebbe cambiare in meglio da subito le modalita’ di un 5% di spedizioni nel continente europeo con grandissimi risparmi ) 3) offro gratuitamente la possibilita’ ai privati di ottenere sconti di almeno il 70% su quella che sarebbe per loro una spedizione occasionale in italia o in europa a fronte di una convenzione gratuita con mercor.org che permettera’ di avere tariffe particolari dovute all’alto numero di iscritti. Tutto cio’ permettera’ finalmente il vero baratto (abbattimento dei costi di spedizione che oggi influiscono troppo negativamente) di oggetti supeflui con altri necessari. Tutto ciò verrà elargito gratuitamente perché non voglio dimenticare tutto quello che ho studiato, aspettando “le conversioniâ€. Se qualcuno vorrà ringraziarmi per le traduzioni, potrà donare anché 1,00 euro (alla faccia della nuova legge futura). Non c’è nessuna pubblicità sul sito, quindi non esistono dei guadagni nascosti.

IMMOBILISMO STATALE: Il cambio di residenza
(stessa provincia: 6 mesi di tempo invece di 24 ore)

Come si sa, senza la residenza non si puo’ fare nulla. Sono portata a pensare che un paese si giudica dal tempo che occorre ad un comune/provincia per effettuare  un cambio di residenza.

Per un cambio di residenza, nella stessa provincia, occorrono a tutt’oggi almeno 3 mesi, forse 6  (infatti dopo tale periodo sto ancora aspettando) Questa è la realtà.

Dov’è il vostro “cambio di residenza in diretta oppure in 24-48 ore” ?

La tempistica dichiarata dal suo governo non rispecchia quello che accade nella realtà.

Ho presentato la domanda il 4 dicembre 2011 presso una circoscrizione della capitale e dopo essermi fatta accompagnare da un amico che puo’ testimoniare le varie visite effettuate inutilmente negli uffici circoscrizionali e dei vigili,ad oggi, non ho la residenza. Punto.

Nel salutarVi cordialmente Vi ringrazio anticipatamente per il Vostro tempo ( ed anche per la Vostra gentilissima risposta che sono sicura mi perverrà) perchè da un governo tecnico una risposta non può che arrivare. Diversamente sarebbe il solito governo politico.

E questo significherebbe che come al solito tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!!!

Nel caso nessuno trovi il tempo per rispondermi mi riterrò ospite non gradita e pertanto togliero’ il disturbo emigrando probabilmente in germania, ed avro’ in coscienza, la sicurezza di aver tentato coraggiosamente in tutti i modi ( andando anche oltre le mie possibilità), di poter aprire un’attività in Italia per creare lavoro e per poter contribuire alla crescita di questo bellissimo paese che spero, torni presto a brillare ( se lo meritano tutti i giovani italiani che fanno sacrifici e che non hanno aspettative di vita “umaneâ€).

L’Italia del Fare (e non quella del dire) vi saluta.

Claudia
info@mercor.org

p.s.: in caso di Vostra non-risposta sarà mia cura tradurre questo post in altre lingue ( per evitare che ignari investitori stranieri possano perdere tempo e soldi dietro alle propagande che assicurano l’eliminazione delle lungaggini burocratiche ).